Come superare l’esame di teoria patente B: i trucchi per non sbagliare
Quando si affronta l’esame di teoria patente B, il candidato sarà dotato di una postazione multimediale, attraverso la quale risponderà VERO o FALSO a ciascun quesito. Il tempo a disposizione per completare il quiz è di 30 minuti, che parte dal momento in cui si apre la scheda d’esame. La tolleranza massima in termini di errori è pari a 4. Le risposte non date hanno la stessa valenza di un errore, quindi se si raggiungono i 5 errori, non risulterete idonei. Proprio per questo, vi consigliamo di concentrarvi prevalentemente su quelle domande ritenute più difficili e, nel caso la memoria non dovesse assistervi, affidatevi alla logica, che rappresenterà sempre il più valido alleato nel quiz di teoria. Pertanto, vale il principio del tentar non nuoce, dato che le risposte non date valgono quanto quelle sbagliate.
L’ansia prima dell’esame è un nemico da evitare il più possibile. Prima che l’esame vero e proprio abbia inizio, per legge, effettuerete una simulazione del quiz, che vi permetterà di conoscere il sistema telematico che utilizzerete per svolgere l’esame. Grazie a questo piccolo test, potrete sin da subito avere confidenza con la piattaforma, così da sapere cosa fare e come farlo con la massima serenità.
Fare riferimento alla logica nell’esame di teoria è sicuramente d’obbligo, ma è importante sapere che esistono alcuni trucchi che vi aiuteranno ad evitare un gran numero di errori nella prova. Con questo, non intendiamo che dovrete semplicemente fare affidamento su deduzioni logiche, basate sull’analisi letterale di quelle che sono le parole e le espressioni dei quesiti. Proprio per questa ragione, una regola essenziale da seguire durante l’esame è di leggere con grande attenzione le domande, parola per parola. Infatti, una lettura frettolosa e ansiosa non farà altro che rendervi difficile la vita nella comprensione dei quesiti, quindi fate anzitutto un respiro profondo e vedrete che capire il contenuto di quest’ultimi sarà più facile del previsto.
Una particolare attenzione va prestata nei confronti dei “falsi” sinonimi, infatti è molto facile confondere dei determinati termini, considerandoli sinonimi tra loro. Alcuni esempi sono “freno di servizio” e “freno a mano”, “attraversamento ciclabile” e “passaggio ciclabile” oppure “corsia” e “carreggiata”. Oltre a questo, è importante sapere come la parola “ovvero”, non sia intesa come nel linguaggio comune, ma nel suo linguaggio avversativo, quindi ha la stessa valenza di “o” e “oppure”.
Un altro aspetto che è doveroso conoscere riguarda le cosiddette “parole rivelatrici”, ovvero quei particolari termini che ci danno indicazione sulla possibile soluzione della domanda. Per esempio, se vi trovate di fronte a parole come “sostituisce”, “segnale complementare” e “reato”, solitamente la risposta è “VERO”, così come quando constatiamo una doppia negazione all’interno del quesito. I casi in cui la risposta sarà sicuramente falsa sono quando si trovano termini come “in ogni caso”, “comunque”, “solo”, “sempre” e “mai”, così come parole come “fluido”, “denso”, “albero di trasmissione”, “cerchioni”, “cerchi”, “coppa”, “provincia”, “luci d’ingombro” e “spinterogeno”.
Ora parliamo di come riconoscere i segnali. I segnali stradali sono veramente tanti, addirittura centinaia, ma seguendo dei piccoli trucchi non avrete alcun problema nella loro memorizzazione. La forma e il colore costituiranno sempre le principali discriminanti per distinguerli correttamente. Se vi trovate di fronte a quelli di forma circolare, questi indicano un obbligo o un divieto, se il colore è bianco su sfondo blu, parliamo di un obbligo, se invece hanno bordo rosso, simbolo nero e sfondo bianco, allora parliamo di segnali di divieto. Il discorso cambia con i segnali di forma triangolare, che invece rappresentano un pericolo, non a caso quelli di precedenza hanno sempre forma triangolare. È bene, però, fare attenzione alle eccezioni, ad esempio il segnale di STOP presenta una forma diversa da tutte le altre, ovvero ottagonale.
Comunque sia, indipendentemente da questi suggerimenti che potranno senz’ombra di dubbio assistervi durante l’esame di teoria per la patente B, magari nel dirimere delle particolari difficoltà o dubbi, non possiamo non raccomandarvi di esercitarvi il più possibile, in quanto è l’unico modo per arrivare pronti il giorno della prova. Su Internet è possibile trovare innumerevoli siti e app che vi permetteranno di simulare il quiz gratuitamente, anche se potrete anche fare riferimento ai manuali cartacei, che rappresentano sempre un valido alleato per la preparazione.
Il momento in cui presentarsi all’esame è un’altra questione piuttosto rilevante. Se siete aiutati da un’autoscuola nel conseguimento della patente, allora sarà l’istruttore stesso ad indicarvi quando è giusto che affrontiate l’esame. Nell’ipotesi invece sosteniate la prova da privatista, sarete voi a decidere quando presentarvi presso la Motorizzazione, pertanto fate sempre riferimento alla quantità di errori che fate mediamente, tendono conto che facendone più di 4 si viene bocciati. Pertanto, siate consapevoli del vostro livello di preparazione e non fatevi alcun problema nel ritardare di qualche settimana l’appuntamento con l’esame. D’altronde, facendosi bocciare, non si fa altro che perdere denaro e tempo.