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Auto a idrogeno 2025: i modelli migliori e i prezzi

Da diversi anni si parla dell’idrogeno come del futuro della mobilità. Capace di essere utilizzato sia come carburante di un motore a combustione interna che, soprattutto, come componente fondamentale delle celle a combustibile, in una di queste forme si parla ancora di auto a idrogeno.

Cosa sono, perché appaiono come la panacea di tutti i problemi delle auto termiche e di quelle elettriche e perché, invece, non sono ancora diffuse? Scopriamolo insieme.

L’idrogeno è l’elemento più comune dell’intero universo, nonché il più semplice: presente in tutti i composti organici, organismi viventi, nell’acqua e capace di formare composti con la maggior parte degli elementi, l’idrogeno è comunissimo in ogni angolo dell’Universo, ma sulla Terra è raro allo stato libero e molecolare. Questa è proprio la forma con la quale è possibile utilizzare l’idrogeno come combustibile in vari utilizzi, compresa l’automobile.

Come ottenerlo, quindi? Proprio questo è il principale ostacolo alla diffusione, anche nel 2025, delle auto a idrogeno: la produzione della sua forma “base”. Sebbene, infatti, sia così facile da trovare, produrre dell’idrogeno “puro” è molto complesso: richiede grandi quantità di energia, che se prodotta tramite fonti fossili va a produrre una grande quantità di anidride carbonica, e si può ottenere dalla lavorazione di idrocarburi come gas naturale, monossido di carbonio o carbone, dall’acqua (con il problema dello sfruttamento della principale risorsa terrestre), in laboratorio o tramite sintesi biologica.

Tutti queste tipologie di produzione, però, sono molto costose, impegnative e spesso energivore, andando a creare più danni a livello di inquinamento di quanti l’idrogeno utilizzato come combustibile o fonte di energia possa dare. L’idrogeno, infatti, non emette inquinanti né quando viene utilizzato come combustibile né all’interno delle celle a combustibile, creando come “scarto” del semplice vapore acqueo. Oltre alla sua impegnativa produzione, poi, l’idrogeno ha un altro limite: la sua volatilità. L’idrogeno, infatti, tende a decadere in brevi periodi di tempo dopo la sua produzione, limitandone quindi le possibilità di trasporto.

Allo stesso tempo, va stipato e conservato in grandi serbatoi, e per rimanere liquido deve essere mantenuto a una temperatura di -253 °C e a grandi pressioni. Per questo, i pochi distributori di idrogeno presenti al mondo sono posizionati direttamente vicini ai siti produttivi, per ridurne così le difficoltà logistiche. Nonostante questo, comunque, la ricerca sta andando avanti, cercando di trovare i modi per produrre idrogeno in maniera pulita, sicura e migliorandone lo stoccaggio e la capacità produttiva. Scopriamo allora qual è lo stato delle auto a idrogeno nel 2025, quali sono i migliori modelli sul mercato e quanto costano.

Sommario

Auto a idrogeno, prezzo, caratteristiche, in vendita in Italia nel 2022 - AutoScout24

Le auto a idrogeno del 2025

Come sono fatte, quindi, le auto a idrogeno nel 2025? L’invenzione di un motore a combustione interna alimentato a idrogeno è datata 1807, ma per vedere un’auto capace di viaggiare su strada quando alimentata ad H2 c’è voluto più tempo.

I primi prototipi sono arrivati negli anni ’70, mentre a cavallo tra gli anni ’90 e ’00 sono arrivate le prime vetture di piccola produzione, divise tra due tecnologie opposte. Da un lato, infatti, troviamo le vetture con motore termico alimentato a idrogeno, le HICEV (acronimo per Hydrogen Internal Combustion Engine Vehicle, veicolo con motore a combustione interna a idrogeno), dall’altro invece __vetture elettriche alimentate da una cella a combustibile, le FCEV (Fuel Cell Electric Vehicle).

Nel primo caso, siamo di fronte a vetture ibride, capaci di essere alimentate sia a benzina che a idrogeno, stipato in grandi serbatoi e iniettato nella camera dei cilindri. In questo mercato, sono tre i brand che si sono distinti per risultati di tutto rispetto, seppur ancora embrionali: BMW, Mazda e Toyota. La Casa bavarese è la più nota produttrice di vetture termiche a idrogeno grazie a due versioni dedicate della mitica Serie 7. La prima, la 750hL, è arrivata nel 2000: realizzata sulla base della 750i E38, è dotata del motore V12 aspirato da 200 CV, con un serbatoio da 140 litri capace di regalare 350 km di autonomia. Prodotta in pochi esemplari di test, alla 750hL ha dato seguito la più nota BMW a idrogeno, la Hydrogen 7.

BMW HYDROGEN 7 - auto a idrogeno bmw serie 7

Prodotta in 100 esemplari tra il 2006 e il 2008, la Hydrogen 7 è una BMW 760Li della generazione E65, dotata dello stesso 6.0 litri V12 aspirato capace di funzionare a benzina e a idrogeno, con una potenza ridotta a 260 CV (la densità di energia dell’idrogeno era, all’epoca, pari a un terzo di quella della benzina verde). Nonostante dei consumi esorbitanti a idrogeno pari a 50 l/100 km, la Hydrogen 7 ha dimostrato come un’auto termica a idrogeno sia possibile, seppur non proprio funzionale.

Mazda, invece, ha unito la tecnologia del motore a combustione interna a idrogeno con il suo noto motore rotativo Wankel. Il primo modello, la HR-X, è arrivata nel 1991, e si sono susseguiti diversi prototipi, come una MX-5 NA con motore rotativo a idrogeno, con la piccola produzione della RX-8 Hydrogen RE nel 2003, seguita dalla Premacy Hydrogen RE nel 2005, quest’ultima una vera ibrida con motore rotativo a idrogeno.

L’ultima Casa a livello di tempo ad essersi affacciata alla tecnologia termica a idrogeno è Toyota, che tra il 2021 e il 2024 ha prodotto alcuni esemplari modificati delle sue sportive GR Corolla e GR Yaris per sviluppare l’arrivo della tecnologia a idrogeno su motori a combustione interna.

Toyota, poi, non si è occupata solo di auto a idrogeno “termiche”, anzi. Insieme a Hyundai, infatti, è una delle due Case che produce automobili a idrogeno di serie vendute in Italia. In questo caso, però, la Toyota Mirai e la Hyundai Nexo utilizzano la tecnologia Fuel Cell. In poche parole, si tratta di vetture elettriche in tutto e per tutto, spinte da motori elettrici e quindi a zero emissioni. Al posto una batteria, però, le auto Fuel Cell hanno una cella a combustibile, che tramite una reazione chimica trasforma l’idrogeno stipato in grandi serbatoi in energia elettrica, ottenendo nuovamente vapore acqueo come unico scarto.

Toyota Mirai 2022 - auto a idrogeno

La tecnologia della cella a combustibile è stata sviluppata a partire dai primi esperimenti su batterie all’idrogeno nell’Ottocento, per poi avere una netta accelerazione nel contorno della corsa allo spazio della Guerra Fredda, con le celle a combustibile utilizzate nelle missioni Apollo.

Dopo essere rimasta una tecnologia aerospaziale, nel 2002 sono arrivati i primi modelli omologati di vetture con tecnologia Fuel Cell, la Honda FCX e la Toyota FCHV, con altre Case come Hyundai, General Motors e Mercedes-Benz che hanno contribuito allo sviluppo di questa tecnologia. Nel 2025, le auto a idrogeno pensate per la produzione stradale sono dotate della tecnologia di celle a combustibile, la più indicata per l’utilizzo automobilistico.

Ci sono, poi, altri utilizzi di questa tecnologia come, ad esempio, nel mondo del trasporto pesante tra bus, camion, con i primi sviluppi nel mondo del trasporto ferroviario, aeronautico e di macchinari pesanti.

Auto a idrogeno, i modelli migliori sul mercato

Durante il corso degli anni, poi, si sono aggiunti altri costruttori come BMW, che in alcuni Paesi propone una versione con Fuel Cell della sua X5, così come Opel, che in Germania e in altri mercati selezionati ha a listino una versione a idrogeno del Vivaro. In Italia, invece, sono due i modelli di auto a idrogeno 2025 sul mercato: la Toyota Mirai e la Hyundai Nexo.

Toyota Mirai

Lanciata nella sua prima generazione nel 2015, la Toyota Mirai (“Futuro” in giapponese) è stata la prima automobile della Casa giapponese alimentata da celle a combustibile ad essere venduta a livello mondiale. Dopo la prima serie, caratterizzata da un buon successo per la categoria, è arrivata sul mercato la seconda generazione della Toyota Mirai, che riprende la formula di ammiraglia di grandi dimensioni e contenuti di livello assoluto.

Lunga 4,98 metri e caratterizzata da un look molto aggressivo sia nel frontale, dove trova posto una grande griglia trapezoidale e dei fari su due livelli ispirati alla produzione Lexus, mentre in coda sfoggia linee da berlina-coupé molto aggressiva. All’interno, invece, la Mirai ha un abitacolo moderno e ben fatto, con un’ottima dotazione tecnologica e molto utilizzabile, senza voli pindarici esageratamente futuristici. Sotto la carrozzeria, invece, si nasconde la piattaforma modulare TNGA-L derivata dalla berlina Crown e dalla Lexus LS: dotata di un motore posteriore da 182 CV e 300 Nm di coppia, ha una batteria da 1,2 kWh e una cella a combustibile alimentata da tre serbatoi da 141 litri totali, capaci di regalare un’autonomia WLTP compresa tra i 629 e i 700 km.

Hyundai Nexo

Hyundai NEXO - SUV a idrogeno 2022

Il secondo e ultimo dei modelli di auto a idrogeno 2025 venduti in Italia è il SUV Hyundai Nexo, erede di un progetto iniziato nel 2001 dalla Casa coreana sulla Santa Fe FCEV e poi proseguito sulle Tucson e ix35 FCEV. Lunga 4,67 metri, la Nexo è uscita nel 2018 ed utilizza alcuni degli stilemi delle Hyundai coeve come, ad esempio, la calandra frontale molto grande e le forme morbide ma personali. Rispetto alle altre, però, si distingue per gruppi ottici a LED più personali e riconoscibili, mentre all’interno ha portato al debutto il layout con il doppio display dell’infotainment e del quadro strumenti affiancati in un unico corpo. Molto generoso, invece, il tunnel centrale dotato di molti tasti fisici, un’impostazione poi ripresa dalle ultime Hyundai, mentre la qualità costruttiva e lo spazio è di ottimo livello.

Sotto la scocca, invece, troviamo un layout con motore e trazione anteriore, 163 CV e 395 Nm di coppia, mentre la cella a combustibile ha una potenza di uscita di 95 kW, ed è alimentata da tre serbatoi, due posizionati nella parte anteriore dell’auto e uno posteriore, per una capacità totale di 156,6 litri, o 6,33 kg di idrogeno. Grazie ad un consumo omologato nel ciclo WLTP di 0,95 kg/100 km, è possibile percorrere nel ciclo misto omologativo fino a 666 km.

I prezzi delle auto a idrogeno 2025

L’autonomia delle auto a idrogeno, come abbiamo visto, è ottima, soprattutto se confrontata con le auto elettriche tradizionali. In più, il rifornimento è molto rapido, con un tempo di circa 5 minuti per un “pieno” di H2. Il vero limite, oltre ai prezzi delle auto a idrogeno 2025, è la diffusione delle stazioni di servizio. In Italia, infatti, per anni c’è stato un solo distributore sito nella città di Bolzano, mentre dal 2022 è arrivata una seconda stazione di servizio a Mestre, vicino a Venezia.

Nei prossimi anni dovrebbero arrivare altre stazioni di servizio a Milano, con piani per aggiungerne fino a 38 entro i prossimi anni. A questa difficoltà di rifornimento si aggiunge il costo dell’idrogeno, che oscilla tra i 13 e i 15 euro al kg, per un pieno di un’auto FCEV che oscilla tra i 60 e gli 80 euro. Nonostante non sia così economico, quindi, resta una ottima soluzione per chi abita intorno a queste città e vuole viaggiare a emissioni zero. A non aiutare la diffusione delle auto Fuel Cell, che totalizzano tra le 2 e le 5 unità vendute ogni anno in Italia, ci pensano i prezzi delle auto a idrogeno 2025, non proprio abbordabili. Questi sono, infatti, i listini ufficiali delle vetture a idrogeno sul listino italiano:

Hyundai

  • Hyundai Nexo, da 78.300 euro

Toyota

  • Toyota Mirai, da 76.800 euro

FAQ

Complice la buona efficienza del sistema di celle a combustibile odierne, è possibile percorrere circa 100 km con un kg di idrogeno, per un’autonomia delle vetture in commercio che oscilla tra i 600 e i 700 km con un pieno.

La Hyundai Nexo parte da un listino di 78.300 euro per la versione d’accesso XLine, mentre la top di gamma XClass, dotata di sedili anteriori riscaldati e ventilati, tetto panoramico e telecamere a 360°, passa a 81.300 euro, vernice opaca (1.000 euro) esclusa.

Il prezzo medio dell’idrogeno oscilla tra i 12 e i 15 euro al kg, per un pieno di un’auto a idrogeno servono circa 70 euro (la media dei serbatoi delle vetture odierne è di circa 6 kg).

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